{"id":375,"date":"2021-01-14T11:42:35","date_gmt":"2021-01-14T10:42:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippotantillo.it\/?p=375"},"modified":"2021-01-14T11:48:58","modified_gmt":"2021-01-14T10:48:58","slug":"arte-dellequilibrio-63-filippo-tantillo-dove-abiterai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/?p=375","title":{"rendered":"ARTE DELL\u2019EQUILIBRIO #63 | FILIPPO TANTILLO, DOVE ABITERAI?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">06\/10\/2020<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"501\" src=\"https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/charles-booth-map-of-london.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-376\" srcset=\"https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/charles-booth-map-of-london.png 1000w, https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/charles-booth-map-of-london-300x150.png 300w, https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/charles-booth-map-of-london-768x385.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Dove abiterai?<\/strong><br>\u00c8 un pomeriggio piovoso e mi trovo a camminare nell\u2019East London vagando da un interno all\u2019altro, nel tentativo di arginare l\u2019umidit\u00e0 che, risalendo dalle scarpe fradice, sembra avvitarsi intorno alle ossa. Sulle superfici di alluminio delle pozzanghere, guardo il riflesso colorato del susseguirsi delle insegne delle piccole librerie, di esposizioni d\u2019arte, dei centri culturali di quartiere, dei negozi di musica, delle sale studio delle universit\u00e0. Il turbinare di immagini, parole, suoni, il continuo fluire intorno a me di persone diverse per censo, provenienza, sentire, che si urtano casualmente in luoghi rigorosamente gratuiti, mi scaldano il cuore, e, letteralmente, anche gli arti. La cultura, senza cercarla, accessibile ad ogni passo, come fosse il paesaggio naturale della citt\u00e0, di una citt\u00e0 che coltiva (o almeno ha lungamente coltivato) diversit\u00e0, libera l\u2019immaginazione, apre nuovi orizzonti, nutre il corpo. Una banalit\u00e0 che non smette di stupirmi. Torno a casa all\u2019imbrunire, stordito ed entusiasta, \u201c<em>John, \u00e8 unica questa citt\u00e0, in ogni angolo si respira letteratura, arte, musica. Grazie per l\u2019ospitalit\u00e0, ogni volta per me \u00e8 una scoperta<\/em>\u201d. John, che insegna storia contemporanea all\u2019universit\u00e0, mi indica il cielo compatto e senza orizzonte, fuori dalle finestre, e subito dopo, molti metri pi\u00f9 gi\u00f9, il traffico impazzito nella pioggia, nel quale sfrecciano frenetiche biciclette piene di lucine, il sogno senza speranza di uno spazio umano ritrovato in una delle metropoli pi\u00f9 alienanti del mondo. Mi dice \u201c<em>se non ci fosse cultura qui, cosa rimarrebbe? Sarebbe un inferno, andremmo via tutti<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E tutto d\u2019un tratto sento riversarsi su di me un senso di angoscia. Percepisco, estesa per migliaia di km, una rete di strade tutte uguali, di supermercati che all\u2019ora di cena si riempiono di individui soli, dove si acquistano casse di birra per dimenticare lo squallore di una vita segnata dalla competizione, che premia uno e condanna mille. La claustrofobia di un luogo dal quale, per quanto grande possa essere, non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di fuga, se non prendendo un aereo.<br>Il paesaggio di certe zone delle citt\u00e0 del dopo Covid \u00e8 desolante. A Londra, come a Parigi o a New York. Nella zona di Roma dove abito, da sempre una delle pi\u00f9 vivaci dal punto di vista culturale, la musica dal vivo \u00e8 sparita, le piccole librerie combattono la loro ultima battaglia per la sopravvivenza, a biblioteche e musei si accede solo su prenotazione, i cinema e i teatri sono ancora chiusi, e il rischio che non tornino pi\u00f9 a riaprire e che siano rimpiazzati (come gi\u00e0 successo in altre parti della citt\u00e0) da sale giochi e supermercati \u00e8 pi\u00f9 che reale. Devastato da una monocultura turistica, il centro della mia citt\u00e0 si \u00e8 svuotato. I proprietari delle case, i commercianti, arroccati nell\u2019attesa di un ritorno alla \u2018normalit\u00e0\u2019 che con tutta evidenza non ci sar\u00e0, se non a costo di lacerazioni sociali terribili, tengono i prezzi alti, impedendo cos\u00ec un ripopolamento e ripensamento degli spazi del vivere insieme. Nel frattempo la vita si fa pi\u00f9 dura. La povert\u00e0 dilaga nelle piazze, specialmente quella dei cittadini abbandonati dalle istituzioni, i migranti in testa, e assedia quello che rimane del quartiere, il mercato, gli spazi pubblici. Che senso ha vivere in un luogo cos\u00ec, se smette di essere un luogo di condivisione, di ibridazione di diversit\u00e0, di scambio?<br>Gi\u00e0 prima della pandemia, da quando il secondo paradiso, quello artificiale, che ha soppiantato nelle speranze il primo, ha cominciato a mostrare la sua faccia individualista, una nuova generazione di umani ha cominciato a colonizzare gli spazi spopolati del nostro paese, come pionieri, convinti della necessit\u00e0 di una ricomposizione fra il vissuto cittadino organizzato intorno competizione economica e il mondo naturale, fonte continua di ispirazione, dove \u00e8 possibile sottrarsi al ricatto della sopravvivenza. Non sono solo dei sognatori, sperimentano e si muovono alla ricerca di una sintesi operativa fra questi mondi. E oggi anche nelle citt\u00e0, come per le aree lontane di cui mi occupo da molti anni, lo spopolamento offre nuovi spazi per sperimentare combinazioni inedite, un cantiere, al riparo dalla crescente diseguaglianza che affligge l\u2019umanit\u00e0, per progettare il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora non esiste, ma gi\u00e0 so con certezza che \u00e8 l\u00ec che abiter\u00f2. Un luogo dove sar\u00e0 risolta la tensione fra natura e cultura, fra interno ed esterno, dove le scienze umane e quelle scientifiche progrediranno insieme, la biologia e la letteratura parleranno la stessa lingua, tecnologia e arte saranno avvolte l\u2019un l\u2019altra, si potr\u00e0 vivere e respirare la grandezza del mondo da una casa di citt\u00e0, e costruire il futuro dell\u2019umanit\u00e0 dalla cima di una montagna. Curare il mondo e coltivare spazi interiori, in uno stesso momento. Ma non lo potr\u00f2 fare da solo, non potr\u00e0 nessun progetto di redenzione individuale, e nemmeno una somma di progetti singoli. La domanda giusta non \u00e8 dove abiter\u00f2, ma dove abiteremo.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.che-fare.com\/autore\/filippo-tantillo\/\"><em>Filippo Tantillo<\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<ul id=\"block-3b8d9a13-0d2a-49f9-b722-5a2125b7697b\"><li>articolo originale sul Citt\u00e0 dell&#8217;arte Journal del 6\/10\/2020  <a href=\"http:\/\/journal.cittadellarte.it\/tag\/dove-abiterai\">DOVE ABITERAI?<\/a><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>06\/10\/2020 Dove abiterai?\u00c8 un pomeriggio piovoso e mi trovo a camminare nell\u2019East London vagando da un interno all\u2019altro, nel tentativo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.filippotantillo.it\/?p=375\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\">ARTE DELL\u2019EQUILIBRIO #63 | FILIPPO TANTILLO, DOVE ABITERAI?<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":376,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/375"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=375"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/375\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":378,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/375\/revisions\/378"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}