{"id":210,"date":"2008-05-10T21:52:10","date_gmt":"2008-05-10T19:52:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filippotantillo.it\/?p=210"},"modified":"2021-01-14T20:15:10","modified_gmt":"2021-01-14T19:15:10","slug":"abruzzo-reset","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/?p=210","title":{"rendered":"Abruzzo Reset: un progetto sperimentale per la conoscenza e la comunicazione del territorio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_0872-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-193\" srcset=\"https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_0872-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_0872-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_0872-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_0872-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_0872-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_0872-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.filippotantillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_0872-666x666.jpg 666w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Rocchetta di Vara, aprile 2014<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il progetto formativo \u201cAbruzzo reset\u201d, sviluppato dall\u2019Accademia dell\u2019Immagine dell\u2019Aquila nell\u2019anno 2007\/2008, ha perseguito l\u2019obiettivo di promuovere dei \u201cracconti\u201d nuovi per le due pi\u00f9 grandi aree urbane della regione. Due film di ricerca hanno indagato le relazioni esistenti tra i luoghi fisici, le citt\u00e0, ed alcuni aspetti originali della vita delle persone che li abitano. Nel nostro caso, l\u2019attiva scena musicale pescarese, e la passione sportiva per il rugby all\u2019Aquila.<br>Il video \u00e8 stato utilizzato come strumento di ricerca e di comunicazione; contribuire alla conoscenza dei luoghi, alla consapevolezza dei cittadini che vi abitano, e allo svecchiamento di un marketing del territorio fondato su una lettura stereotipata delle due citt\u00e0, sono stati degli obiettivi specifici del progetto sui quali, in corso d\u2019opera, sono stati costruiti rapporti di partenariato inediti e non istituzionali. I film sono distribuiti gratuitamente in streaming, per favorirne una diffusione ampia ed avere un alto grado di interscambio e di interattivit\u00e0 con il pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Premessa<br><\/strong>I cittadini socializzano e si riconoscono come appartenenti ad una comunit\u00e0 attraverso il racconto dei luoghi. \u201cUna societ\u00e0\u201d, secondo la definizione di E. Durkheim, \u201cnon \u00e8 costituita semplicemente dall\u2019insieme degli individui che la compongono, dal terreno che essi occupano, dalle cose di cui si servono, ma \u00e8 costituita in primo luogo dall\u2019idea che essa si forma di s\u00e9\u201d.<br>I luoghi non sono oggetti immutabili, sono astrazioni, si scompongono, si ri-aggregano in altre forme, i confini sono mobili, in altri termini: invecchiano, si trasformano, muoiono, rinascono. Insieme ai luoghi, invecchiano anche i loro racconti. Un racconto del territorio \u00e8 vecchio quando ne banalizza l\u2019esperienza, quando le linee di fuga sono spezzate, quando non contiene la possibilit\u00e0 di immaginarne un futuro. E\u2019 quello che sembrano sperimentare molti territori oggi nel nostro paese, costretti in racconti \u201cscolastici\u201d ed in confini locali tracciati prima dell\u2019avvento della mobilit\u00e0 di massa, quando la stragrande maggioranza degli italiani andava a lavorare, faceva la spesa, accompagnava i figli a scuola a piedi, in bicicletta, a dorso di mulo o su treni molto pi\u00f9 lenti degli attuali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il racconto dei territori viventi: narrare per conoscersi, narrare per competere<br><\/strong>La ricerca sociale ed economica si occupa di territori viventi, non pone la storia al centro delle sue riflessioni e dei suoi racconti. La rilevanza che queste scienze danno al patrimonio culturale \u00e8 strettamente connessa all\u2019uso contemporaneo; peraltro, grande valore \u00e8 attribuito alla cultura immateriale e a quella connessa alle attivit\u00e0, siano esse produttrici di economia o \u201cgenerative\u201d di societ\u00e0.<br>Il tentativo di approcciare in questo modo le citt\u00e0 abruzzesi ha messo a nudo la distanza tra un immaginario storico e rassicurante, fatto di cultura, di buon vivere, di prodotti squisiti, e le difficolt\u00e0 quotidiane degli individui.<br>Sono i pi\u00f9 giovani, i pi\u00f9 mobili, gli economicamente attivi, i pi\u00f9 capaci di stare insieme, quelli che sembrano comprendere che il racconto del territorio che hanno imparato a scuola e che viene loro riproposto dai media \u00e8 vecchio; \u00e8 uno strumento inadeguato a raggiungere l\u2019obiettivo di poter continuare a vivere in quella citt\u00e0, preservandone le caratteristiche che, per chi le vive, la rendono unica; vecchia appare l\u2019organizzazione politica che li governa, sentono che le loro istanze non trovano adeguata rappresentanza; sentono i confini amministrativi come una costrizione. Queste persone propongono con le loro esistenze un nuovo racconto del luogo in cui vivono, di cui sentono l\u2019urgenza, per continuare a crescere e confrontarsi. Sono queste le persone alle quali il progetto \u201cAbruzzo reset\u201d ha provato a dar voce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il progetto \u201cAbruzzo reset\u201d<br><\/strong><br><em>Il corso di formazione<\/em><br>Per muoversi e sopravvivere nella \u201csociet\u00e0 della conoscenza\u201d, gli individui sono chiamati sempre di pi\u00f9 a tener sotto controllo un gran numero di variabili e a saper presidiare tutte le fasi della produzione. Nel caso dei lavoratori dell\u2019audiovisivo, devono sapere come individuare la committenza, come procurarsi le commesse, proporre un prodotto, immaginare una sua distribuzione. Ci\u00f2 non significa che le competenze specifiche non abbiano pi\u00f9 corso, ma che le loro funzioni sono inscindibili le una dalle altre e si integrano con delle nuove. Sulla base di queste considerazioni, l\u2019obiettivo del corso \u00e8 stato quello di formare un gruppo di studenti dell\u2019ultimo anno su competenze specifiche in merito alle tecniche dell\u2019analisi socio-economica, e, pi\u00f9 in generale, agli strumenti che usano i ricercatori per osservare ed interpretare un territorio, e sulle qualit\u00e0 didattiche e comunicative proprie di un video che parla di un luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corso intitolato \u201cdocumentare il territorio\u201d, \u00e8 stato organizzato in 4 moduli, tre formativi in aula, ed uno di esercitazione e produzione dei video. Nel primo modulo,&nbsp;<em>Raccontare il territorio attraverso le immagini<\/em>, viene proposto un ragionamento ed un\u2019analisi sulle le modalit\u00e0 di racconto del territorio attraverso i generi . L\u2019uso di strumenti, sociali, economici e culturali per l\u2019analisi del territorio, \u00e8 stato argomento del secondo modulo. Il terzo modulo,&nbsp;<em>Raccontare per competere: una nuova immagine per le citt\u00e0 abruzzesi<\/em>, ha permesso agli studenti di individuare il soggetto cinematografico, progettare e costruire i film delle due citt\u00e0, anche con il fine di promuovere una nuova immagine della regione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>I luoghi e gli sguardi<\/em><br>Per questioni di tempo e di opportunit\u00e0, agli studenti dell\u2019Accademia \u00e8 stato chiesto di concentrare gli sforzi sulle due citt\u00e0 principali. Per Pescara, l\u2019attenzione \u00e8 stata rivolta alla scena musicale cittadina e alla connessa economia: un certo numero di gruppi giovanili, di piccole case di produzione, di radio indipendenti e di locali con musica dal vivo, sopravvivono normalmente ai margini dei processi produttivi. L\u2019occasione \u00e8 nata dall\u2019incontro casuale con un intervento di formazione e sviluppo EQUAL, denominato \u201cBooster\u201d, impegnato a contaminare con nuove idee, competenze ed energie la scena creativa cittadina. \u201cBooster\u201d, oltre che coprire una parte delle spese vive delle riprese, ha messo a disposizione degli studenti dell\u2019Accademia materiali di ricerca specifici, una rete di contatti e, essendo in fase conclusiva, alcuni elementi di riflessione, a partire dall\u2019esperienza fatta, sulle possibilit\u00e0, difficolt\u00e0 e debolezze di un progetto di futuro per la citt\u00e0.<br>Per l\u2019Aquila la scelta \u00e8 caduta su un aspetto molto sentito della vita cittadina, la passione e la partecipazione al rugby, sport di cui l\u2019Aquila \u00e8 una delle capitali nazionali.<br>Questa \u201cpassione\u201d \u00e8 stata guardata come un forte elemento di apertura della citt\u00e0 verso l\u2019esterno, proprio per la base ampia di affiliati locali, per la rilevanza economica, per la capacit\u00e0 di attrazione di giocatori stranieri, e, di contro, per quella di rifornire di giocatori le squadre di tutto il mondo. Nello specifico, particolare attenzione \u00e8 stata data alle squadre femminili della citt\u00e0. Anche in questo caso \u00e8 stata attivata una collaborazione con il management della societ\u00e0 L\u2019Aquila Rugby, proprietaria della prima squadra della citt\u00e0, che ha condiviso gli obiettivi del corso, ha collaborato nella fase organizzativa nell\u2019individuazione delle persone da intervistare, e ha offerto supporto nella fase di realizzazione del video.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La fase di ricerca<br><\/em>Gli studenti sono stati divisi in team per la ricerca preliminare e la realizzazione dei video.<br>La ricerca ha previsto una fase \u201cdesk\u201d (esplorativa e di ricerca) su documentazione reperibile, e sul campo, con interviste, sopralluoghi e prime ipotesi di lavoro, e ha prodotto un primo piano di lavorazione. Per quanto riguarda Pescara, gli studenti sono stati sollecitati ad imparare a conoscere i gruppi musicali e i locali che offrono musica dal vivo e a leggere gli articoli di stampa ed in rete sulla regione, sui progetti pubblici e privati, sugli investimenti e sui finanziamenti pubblici, sugli eventi (le serate, gli incontri).<br>All\u2019Aquila si \u00e8 proceduto nello stesso modo: agli studenti \u00e8 stato chiesto di divenire degli \u201cesperti\u201d, di leggere le cronache, di tenere sotto controllo le classifiche dei campionati in corso, di conoscere i giocatori e localizzare i centri dei supporter in citt\u00e0, andarli a visitare e prendere contatti. Sono stati intervistati i giornalisti pi\u00f9 importanti ed i soggetti che localmente rappresentano la memoria del rugby. Sono state effettuate indagini quantitative sulla diffusione dello sport, sul numero delle scuole, sugli affiliati, ed indagini qualitative sulla \u201cpercezione\u201d che i cittadini hanno del rugby e della sua relazione con il territorio.<br>Gli studenti hanno collezionato \u201cfacce\u201d, suoni, luci, per concepire un linguaggio visivo adatto ad un video che travalicasse i generi; non un documentario in senso stretto, quindi, ma nemmeno un reportage.<br>La realizzazione dei video<br>Dopo la lunga fase di istruttoria, \u00e8 venuto il momento delle interviste filmate, che costituiscono l\u2019\u201dossatura\u201d dei due video e che danno il carattere di racconto collettivo di una citt\u00e0 in relazione agli aspetti specifici della vita che le anima, e che sono stati scelti come chiave di lettura. In ambedue i casi sono state realizzate un gran numero di interviste strutturate secondo una base di domande comuni, in modo da permettere, pur in considerazione dei differenti soggetti, un confronto immediato tra i punti di vista dei cittadini. Nello specifico, a Pescara l\u2019entusiasmo iniziale, e la delusione successiva, suscitate dal progetto \u201cBooster\u201d, ci hanno dato l\u2019opportunit\u00e0 di proporre in termini non celebrativi il racconto della realt\u00e0 della scena musicale cittadina e dell\u2019economia che muove, ma anche, e soprattutto, delle difficolt\u00e0 che incontra. Nello stesso modo il video sull\u2019Aquila \u00e8 stato costruito rifuggendo ogni accento retorico e ha messo a confronto una visione \u201caltezzosa e decadente\u201d della citt\u00e0 ed una sua maniera di guardare lo sport, con le energie e le aspirazioni delle giovani squadre femminili della citt\u00e0.<br>Le riprese aggiuntive sono state fatte per le strade, negli stadi e durante i concerti, con un attenzione estrema non all\u2019evento spettacolare in s\u00e9, ma alle passioni sociali che \u00e8 in grado di mettere in moto nel pubblico e nella citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La costruzione narrativa, ovvero il montaggio<\/strong><br>E\u2019 molto difficile sintetizzare i risultati di indagini complesse, ricche di punti di vista contrastanti, ai fini della fruibilit\u00e0 del prodotto finale. Intanto, la prima e pi\u00f9 logica soluzione \u00e8 stata quella di realizzare video densi e brevi, ambedue al di sotto dei 10 minuti; questo ha significato lavorare molto a lungo sulle interviste, tagliando argomenti e semplificandone altri, cercando di giustapporre i punti di vista in maniera che risultassero pi\u00f9 comprensibili. Poi, \u00e8 stato scelto di mantenere una traccia narrativa evidente intorno ad alcune persone; una cantante di Pescara, e alcuni giocatori e giocatrici della squadre dell\u2019Aquila. Queste interviste sono state pi\u00f9 lunghe e si sono svolte in pi\u00f9 luoghi della citt\u00e0, e a pi\u00f9 riprese. Il fatto che si sia trattato di donne, in ambedue i casi, \u00e8 in stretta connessione con uno degli obiettivi del progetto che \u00e8 la ricerca, dichiarata da subito, di un punto di vista il pi\u00f9 possibile \u201calternativo\u201d sulle realt\u00e0 da indagare e raccontare. Inoltre, nel caso della squadra del rugby, si \u00e8 scelto di lavorare sul ricco repertorio di immagini che \u00e8 a disposizione dell\u2019Accademia, al fine di dar profondit\u00e0 al legame popolare tra la citt\u00e0 e la sua squadra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La distribuzione: il video come documento interattivo<\/strong><br>I film prodotti, cercando di mantenere la precisione, la misura e la problematicit\u00e0 proprie dell\u2019ambito della ricerca, puntano ad un effetto mediatico e comunicativo rapido ed immediato. I video sono stati pensati, sin dall\u2019inizio, come documenti il pi\u00f9 possibile interattivi, per questo motivo la loro lunghezza \u00e8 stata stabilita al di sotto dei dieci minuti, che \u00e8 la soglia massima consentita dai maggiori siti della condivisione video per \u201cpoter caricare\u201d il film.<br>La possibilit\u00e0 di distribuire i film in&nbsp;<em>streaming<\/em>, visibili e gratuiti per tutti, d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 a realizzatori e cittadini di avere un feed-back, per quanto parziale, dell\u2019utilit\u00e0 del lavoro svolto. In rete \u00e8 possibile verificare il numero dei contatti, dei siti che&nbsp;<em>linkano<\/em>&nbsp;il video, leggere i commenti del pubblico, ed aprire degli spazi di discussione. Lo scopo primo dei film di ricerca \u00e8 quello di costruire \u201ccomunit\u00e0\u201d intorno alla individuazione dei problemi e alla condivisione dei punti di vista.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Conclusioni<\/em><\/strong><br>Nato come progetto formativo, \u201cAbruzzo reset\u201d si \u00e8 trasformato in una piccola \u201dazione di sistema\u201d. Gli studenti sono stati stimolati a lavorare in un ambito di mercato, al di fuori delle strade tradizionali, nella messa a punto di innovativi servizi alle imprese e alle pubbliche amministrazioni. Alcuni privati e imprese si sono mostrati interessati e hanno contribuito alla realizzazione del progetto, l\u2019amministrazione pubblica, invece, non ha reagito come si sperava, ed \u00e8 mancato il suo apporto.<br>Alcuni dati sui consumi e le spese culturali e sull\u2019avvio di nuove imprese del settore, sembrano indicare la possibilit\u00e0 che in Abruzzo stia nascendo negli ultimi anni un nuovo piccolo mercato locale sull\u2019audiovisivo. A fronte di una domanda crescente di servizi audiovisivi da parte di soggetti forti (le Amministrazioni pubbliche, le imprese), non ancora in grado di esprimere una committenza certa, esiste un\u2019 offerta qualificata, che, pur beneficiando di un centro di formazione di eccellenza, presenta caratteristiche di frammentazione e di debolezza economica. Anche in questo caso, per mettere in campo delle misure di sostegno complessive allo sviluppo di una nuova economia locale, il ruolo dell\u2019Amministrazione Pubblica rimane insostituibile.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bibliografia<br><\/em>Batini F. e Zaccaria R. (2002), (a cura di),&nbsp;<em>Foto dal Futuro. Per un orientamento narrativo<\/em>, Zona Editore, Arezzo<br>Becattini G., Rullani E.(1993), (a cura di), Sistema locale e Mercato globale, in&nbsp;<em>Economia e politica industriale<\/em>, n. 80<br>Bencardino F. e Marotta G., (2005),&nbsp;<em>Nuovi turismi e politiche di gestione della destinazione<\/em>, Franco Angeli, Milano<br>Brusco S. (2004),&nbsp;<em>Industriamoci. Capacit\u00e0 di progetto e sviluppo locale<\/em>, Donzelli, Roma<br>Caldelli A., Tantillo F., (2006),&nbsp;<em>Narrazione e sviluppo dei territori<\/em>, Ed. Erickson, Trento<br>Cersosimo D. e Wolleb G. (2006), Economie dal basso, Donzelli, Roma<br>Donolo C. (2003),&nbsp;<em>La variet\u00e0 dei territori, atti del Convegno Politiche territoriali, innovazione degli strumenti e prospettive di sviluppo per il Mezzogiorno<\/em>, SIU, Bari<br>Durkheim E., (1996),&nbsp;<em>La divisione del lavoro sociale<\/em>, Edizioni di Comunit\u00e0, Torino<br>Gaggi M. e Narduzzi E. (2006),&nbsp;<em>La fine del ceto medio e la nascita della societ\u00e0 low cost<\/em>, Einaudi, Torino<br>Isfol, (1999),&nbsp;<em>Guida alla progettazione dello sviluppo locale<\/em>, Franco Angeli, Milano<br>Munari B. (2002),&nbsp;<em>Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia progettuale<\/em>, Laterza, Bari<br>Pine B. J. e Gilmore J. H. (2000),&nbsp;<em>Oltre il servizio. L\u2019economia delle esperienze<\/em>, Etas, Milano.<br>Studiare Sviluppo (2006),&nbsp;<em>Lo sviluppo ai margini<\/em>, Roma<br>Trigilia C. (2006),&nbsp;<em>Sviluppo Locale<\/em>, Laterza, Roma, Bari<\/p>\n\n\n\n<p>Sitografia<br><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.accademiaimmagine.org\/\" target=\"_blank\">www.accademiaimmagine.org<\/a><br><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.studiaresviluppo.it\/traccedinuovisentieri.pdf\" target=\"_blank\">www.studiaresviluppo.it\/traccedinuovisentieri.pdf<\/a><br><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.dps.tesoro.it\/\" target=\"_blank\">www.dps.tesoro.it<\/a><br><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.regione.abruzzo.it\/\" target=\"_blank\">www.regione.abruzzo.it<\/a><br><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.thehubweb.net\/\" target=\"_blank\">www.thehubweb.net<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;articolo originale \u00e8 uscito su TafterJournal l&#8217;8 maggio 2008 ed \u00e8 visibile qui<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto formativo \u201cAbruzzo reset\u201d, sviluppato dall\u2019Accademia dell\u2019Immagine dell\u2019Aquila nell\u2019anno 2007\/2008, ha perseguito l\u2019obiettivo di promuovere dei \u201cracconti\u201d nuovi per<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.filippotantillo.it\/?p=210\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\">Abruzzo Reset: un progetto sperimentale per la conoscenza e la comunicazione del territorio<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":193,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=210"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":404,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210\/revisions\/404"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filippotantillo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}